TRISTEZZA DI DIO

Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti.” (Romani 12:18).

2 Corinzi 7:2-16

La tristezza secondo Dio
2
 Fateci posto nei vostri cuori! Noi non abbiamo fatto torto a nessuno, non abbiamo rovinato nessuno, non abbiamo sfruttato nessuno. 3 Non lo dico per condannarvi, perché ho già detto prima che voi siete nei nostri cuori per la morte e per la vita. 4 Grande è la franchezza che uso con voi e molto ho da vantarmi di voi; sono pieno di consolazione, sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione. 5 Da quando siamo giunti in Macedonia, infatti, la nostra carne non ha avuto nessun sollievo, anzi, siamo stati tribolati in ogni maniera; combattimenti di fuori, timori di dentro. 6 Ma Dio, che consola gli afflitti, ci consolò con l’arrivo di Tito; 7 e non soltanto con il suo arrivo, ma anche con la consolazione da lui ricevuta in mezzo a voi. Egli ci ha raccontato il vostro vivo desiderio di vedermi, il vostro pianto, la vostra premura per me; così mi sono più che mai rallegrato.
8 Anche se vi ho rattristati con la mia lettera, non me ne rincresce; e se pure ne ho provato rincrescimento (poiché vedo che quella lettera, quantunque per breve tempo, vi ha rattristati), 9 ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché questa tristezza vi ha portati al ravvedimento; poiché siete stati rattristati secondo Dio, in modo che non aveste a ricevere alcun danno da noi. 10 Perché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che porta alla salvezza, del quale non c’è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte. 11 Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in voi questa vostra tristezza secondo Dio, anzi, quante scuse, quanto sdegno, quanto timore, quanto desiderio, quanto zelo, quale punizione! In ogni maniera avete dimostrato di essere puri in questo affare.
12 Se dunque vi ho scritto, non fu a motivo dell’offensore né dell’offeso, ma perché la premura che avete per noi si manifestasse in mezzo a voi davanti a Dio. 13 Perciò siamo stati consolati; e oltre a questa nostra consolazione ci siamo più che mai rallegrati per la gioia di Tito, perché il suo spirito è stato rinfrancato da voi tutti. 14 Anche se mi ero un po’ vantato di voi con lui, non ne sono stato deluso; ma come tutto ciò che vi abbiamo detto era verità, così anche il nostro vanto con Tito è risultato verità. 15 Ed egli vi ama più che mai intensamente, perché ricorda l’ubbidienza di voi tutti e come l’avete accolto con timore e tremore. 16 Mi rallegro perché in ogni cosa posso aver fiducia in voi.

Esplora

L’apostolo Paolo riprende qui il discorso della riconciliazione. In questa parte della lettera notiamo quanto fosse preoccupato della sofferenza e divisione provocati dalla sua prima lettera e del suo sollievo dopo aver incontrato Tito (v. 6-8). E’ interessante scoprire quanto, alle volte, una relazione che ha subìto una frattura seguita poi da una sincera riconciliazione, diventi più profonda. Ne abbiamo una prova qui, anche se purtroppo, succede raramente.

Ma c’è altro da imparare qui. Paolo si pente di aver rattristato i suoi amici ed allo stesso tempo non se ne pente (v. 8-10). Non ci piace rattristare le persone e ancor meno ci piace che gli altri rattristino noi, capita però che alcune volte le cose bisogna dirle o farle anche se sarebbe più semplice non dire o fare nulla. Qui l’apostolo usa un termine nuovo tristezza di Dio (tristezza divina) (v. 10).
C’è una differenza tra rimorso e pentimento. Ci si può pentire di aver fatto qualcosa di sbagliato perché siamo stati scoperti e non ci piacciono le conseguenze delle nostre azioni – ma probabilmente agiremmo allo stesso modo se riuscissimo a trovare un modo per evitarle. Ma ci si può anche genuinamente rendere conto di non essere stati il meglio di noi stessi, di aver deluso Dio e l’un l’altro e la voglia di cambiare. Questa è la tristezza divina che punta a fare giustizia (v. 11), a mettere a posto le cose.
Quanto meglio ci sentiremmo una volta fatte.

Quando le relazioni sono ‘ingarbugliate’ potremmo aver bisogno di qualcuno che ci aiuti, di andare dove noi non possiamo, di agire da mediatore. Questo è quanto ha fatto Tito, l’aiutante di Paolo (v. 13-16). Paolo riconosce in Tito le qualità di riconciliatore, di pacificatore che è amato da entrambe le parti in disputa – un vero servitore di Dio.

Agisci

Devi riappacificare qualcuno? “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Matteo 5:9).

NIGEL WRIGHT

Traduzione e Arrangiamento di Piccola Rondine

Testo Originale: https://content.scriptureunion.org.uk/wordlive/whom-it-may-concern

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.