CERCA PRIMA IL SIGNORE

Il Signore è la mia forza e il mio scudo; in lui si è confidato il mio cuore e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta e io lo celebrerò con il mio canto.” (Salmo 28:7).

1 Samuele 30:1-15

Gli Amalechiti saccheggiano e incendiano Siclag e sono poi sconfitti da Davide
1
 Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furono giunti a Siclag, ecco che gli Amalechiti avevano fatto una scorreria verso la regione meridionale e verso Siclag; avevano preso Siclag e l’avevano incendiata; 2 avevano fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi si trovavano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma avevano portato via tutti e se n’erano tornati da dove erano venuti. 3 Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, essa era distrutta dal fuoco e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri. 4 Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal, erano anche loro prigioniere.
6 Davide fu grandemente angosciato: la gente parlava di lapidarlo, perché tutti erano amareggiati a motivo dei loro figli e delle loro figlie; ma Davide si fortificò nel SIGNORE, nel suo Dio. 7 Davide disse al sacerdote Abiatar, figlio di Aimelec: «Ti prego, portami qua l’efod». Abiatar portò l’efod a Davide. 8 E Davide consultò il SIGNORE, dicendo: «Devo inseguire questa banda di predoni? La raggiungerò?» Il SIGNORE rispose: «Inseguila, poiché certamente la raggiungerai e potrai ricuperare ogni cosa». 9 Davide dunque andò con i seicento uomini che aveva con sé e giunsero al torrente Besor, dove quelli che erano rimasti indietro si fermarono; 10 ma Davide continuò l’inseguimento con quattrocento uomini: duecento erano rimasti indietro, troppo stanchi per poter attraversare il torrente Besor.
11 Trovarono per la campagna un Egiziano e lo condussero a Davide. Gli diedero del pane, che egli mangiò, e dell’acqua da bere; 12 e gli diedero un pezzo di schiacciata di fichi secchi e due grappoli d’uva passa. Quand’egli ebbe mangiato, si riprese, perché non aveva mangiato pane né bevuto acqua per tre giorni e tre notti. 13 Davide gli chiese: «A chi appartieni? Di dove sei?» Quegli rispose: «Sono un giovane egiziano, servo di un Amalechita; il mio padrone mi ha abbandonato perché tre giorni fa mi ammalai. 14 Abbiamo fatto una scorreria nella regione meridionale dei Cheretei, sul territorio di Giuda e nella regione meridionale di Caleb, e abbiamo incendiato Siclag». 15 Davide gli disse: «Vuoi condurmi giù dov’è quella banda?» Egli rispose: «Giurami per il nome di Dio che non mi ucciderai e non mi darai nelle mani del mio padrone e io ti condurrò giù dov’è quella banda».

Esplora

Il modo in cui reagiamo alle avversità (una malattia, il decesso di una persona cara, la perdita del lavoro o qualsiasi altra cosa) determina quello che siamo.
Quando Davide arriva a casa, trova soltanto una città bruciata e vuota…di materiale e di persone (v. 3). Forse non è stato un danno fare ritorno prima e, vedere le strade senza cadaveri, dà un senso di sollievo – la loro gente non era morta; tuttavia una grande amara desolazione doveva aver riempito il cuore di tutti quelli che erano con Davide.

Se fosse stato Saul, certamente lo avremmo visto correre senza indugio all’inseguimento degli Amalechiti; ma non Davide.
Davide, ancor prima di cercare la guida del Signore, si fortifica in Lui (v. 6). Ricordare chi è il nostro Dio e tutto quello che ha fatto per noi ci aiuta a metterLo al centro della nostra vita e a porre tutta la nostra fiducia in Lui. Avere questa fiducia in Dio permette a Davide di avere quella tranquillità nell’animo mentre dedica il suo tempo – per quanto fosse pressante – a cercare le indicazioni di Dio (v. 7-8).

Una volta ottenuta la promessa del sostegno divino, Davide ed i suoi uomini partono all’inseguimento degli Amalechiti. Purtroppo, dopo poco, un terzo dell’esercito non riesce a proseguire – avevano già viaggiato da tre giorni (v. 1) – e viene lasciato indietro (v. 9-10). Rimangono solamente in quattrocento uomini, una notevole minoranza in confronto agli avversari, ma questo vuol farci ricordare, ancora una volta, che non è grazie alla forza umana, ma che è il Signore a combattere e vincere la battaglia.

Un altro fatto da notare è quanto Davide ed i suoi uomini fanno per l’uomo che incontrano (v. 11-12). Davide sa cosa significa vivere nel terrore di morire nel deserto, così gli mostra la generosità che lui ha ricevuta a suo tempo, nutrendolo, idratandolo e salvandolo, non sapendo che quest’uomo sarebbe presto diventato lo strumento di Dio per liberare la sua gente (Jo Swinney).

Agisci

Pensa a degli aspetti del carattere di Dio e a dei momenti nella tua vita in cui hai sperimentato in prima persona questi aspetti. Fa’ in modo che diventi un’abitudine il ricordare a te stesso/a chi è il Dio che serviamo.

CSILLA SAYSELL

Traduzione e Arrangiamento di Piccola Rondine

Testo Originale: https://content.scriptureunion.org.uk/wordlive/under-influence

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